Alla scoperta di Bordighera Alta e della storia di Magiargé

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Bordighera è la città dove vivono i miei nonni e dove ho trascorso parte della mia infanzia. E' una città ligure davvero incantevole sulla costa ligure di Ponente, non lontano dal confine con la Francia. Durante il 1800 Bordighera sapeva che era un periodo d'oro e fu amata da molti artisti internazionali, scrittori, poeti, pittori la maggior parte dei quali erano inglesi, ma il villaggio attirò anche artisti provenienti da altre parti d'Europa come Claude Monet che rappresentava Bordighera in alcune delle sue opere. Come era frequente in passato in Liguria a Ponente, il primo paese fu eretto nella parte alta lontano dal mare e quindi più protetto in collina dagli attacchi dei Pirati.

"Alcune case si ergono su un'altura che forma un labirinto di vicoli su e giù, all'ombra dell'antica fortezza eretta a difesa dei Saraceni".

Così Edmondo de Amicis, scrittore italiano, descrive Bordighera Alta o anche Centro Storico di Bordighera, in uno dei suoi libri.

Forse sono passati cento anni da quel libro, ma Bordighera alta non è cambiata. I piccoli carrugi "vicoli tipici dei borghi liguri" girano intorno agli stretti edifici creando ombre e forme piacevoli.

Come ho scritto qui sopra, i villaggi sono stati costruiti in tempi antichi sulla collina per essere protetti dagli attacchi dei pirati, e qui a Bordighera e Bordighera alta c'è una leggenda che parla di uno di loro e una bella principessa di nome Magiargé.

Ci sono più versioni di questa leggenda, e probabilmente non abbiamo mai conosciuto quella reale, se una reale esiste davvero. L'inizio della storia è sempre lo stesso, nei tempi antichi quando Bordighera era sotto gli attacchi dei pirati, i Bordigotti (gente di Bordighera) non avevano mai temuto il terribile ben noto Pirate Boabil, conosciuto anche come l'ultimo sultano arabo di Granada prima della rivoluzione spagnola. Quel giorno Bordighera subì pesanti attacchi e stava per capitolare, quando improvvisamente gli invasori si fermarono e si ritirarono verso la spiaggia da cui erano atterrati, portando via sia i morti che i feriti. Gli assediati, ancora intenti a contare le perdite e a curare i feriti, non avevano prestato molta attenzione a quanto stava accadendo in mare, fino a quando un messaggero venne a correre per avvertire il conte di Bordighera, informandolo che tutte le bandiere regali del Boabil erano scomparse dall'albero della nave, ma solo una grande bandiera bianca stava sventolando. Il conte pensò che quel Boabil probabilmente voleva negoziare, così, scortato, camminava verso la spiaggia per incontrarlo. Ma quando arrivarono i pirati, il conte si rese conto che non era un'ambasciata di guerra, ma una cosa completamente diversa. Infatti, sdraiata su cuscini e tessuti pregiati impreziositi da pietre preziose, curata da due ancelle, c'era una donna giovane e bella, pallida e sofferente. Le donne di Bordighera ne furono immediatamente informate, e si precipitarono ad offrire aiuto, la moglie del conte chiamò il suo medico personale e tutto il paese cercò di guarire la bella Signora sofferente. Quest'ultimo era Magiargé, uno schiavo che Boabil aveva rapito in Spagna ma di cui si sentiva profondamente innamorato e che l'aveva fatta sua moglie. Magiargé, che finalmente si sentiva anche innamorata del pirata, lo seguì nelle sue avventure sul mare, ma il suo amore per lui non bastava e si ammalò di nostalgia per la sua patria, peggiorando ogni giorno fino a quel giorno a Bordighera. Purtroppo il coulnd Bordigotti non l'ha aiutata e lei è morta velocemente. Boabil era così disperato e triste che chiese un favore al Conte di Bordighera. Egli chiese se la sua principessa Magiargé potrebbe essere sepolto lì guardando il mare che amava tanto e se potevano piantare accanto alla sua tomba una pianta, un gelsomino nero, che veniva dalla sua amata casa in Spagna. Boabil lasciò anche una statua che rappresentava la sua amata moglie, con una preghiera che fu posta accanto alla sepoltura. In cambio promise di non assaltare mai più Bordighera.

L'altra estremità della storia che so è che Boabil lasciò la povera Magiargé malata agli abitanti di Bordighera chiedendo loro di prendersi cura di lei, e che quando fu guarita avrebbero piantato un gelsomino nero vicino al mare, così che ogni volta che stava navigando davanti a Bordighera avrebbe saputo che sua moglie era sicura e si sentiva meglio e non avrebbe mai più attaccato la città. Infine, in onore di Magiargé i Bordigotti eressero una statua che la rappresentava per ringraziarla di aver salvato la città dagli attacchi dei Pirati.

Non so quale sia il lieto fine che preferisci, mi piacciono entrambi, e se sei a Bordighera alta, puoi ancora vedere la statua che in realtà si trova di fronte al Municipio.

Inoltre, se volete trascorrere una piacevole serata di relax e charme, potete cenare o fare un buon aperitivo al ristorante Magiargé, a Bordighera alta, che prende il nome dalla famosa Leggenda. Mi piace venire qui in primavera e in estate perché aprono una terrazza così tranquilla e romantica in uno dei luoghi del centro storico, dove ci si può sedere circondati da carrugi e case strette gustando il cibo assolutamente delizioso che fa scoprire le nostre saporite ricette della Liguria Ponente abbinate ad un buon bicchiere di vino. Tutto questo nella memoria del pirata e della principessa.

Bordighera Alta
Bordighera Alta
18012 Bordighera, Province of Imperia, Italy
Magiargé Restaurant
Magiargé Restaurant
Piazza Viale, 1, 18012 Bordighera IM, Italy
Hotel La Scogliera Bordighera
Hotel La Scogliera Bordighera
via Generale Cantore 17, 18012 Bordighera
Hotel Villa Elisa ***  Bordighera - Riviera dei Fiori
Hotel Villa Elisa *** Bordighera - Riviera dei Fiori
Via Romana, 70, 18012 Bordighera
Bordighera Club Nautico
Bordighera Club Nautico
Porto di Bordighera, 18012 Bordighera
Albergo Astoria Bordighera
Albergo Astoria Bordighera
Via T Tasso 2, 18012 Bordighera

Lo scrittore

Lucia Gaggero

Lucia Gaggero

Mi chiamo Lucia, sono una fotografa italiana che ama raccontare e condividere storie, avventure, leggende e il grande Nord.

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