Alla Scoperta Di Dolceacqua, Delle Sue Leggende, Di Un Bicchiere Di Vino e Della Michetta

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Questo testo è stato tradotto in Italiano dalla lingua originale English.

Dolceacqua che letteralmente significa Acqua Dolce, è il nome di questo splendido borgo medievale dell'entroterra ligure. Ci sono diverse versioni che raccontano da dove proviene il suo nome, tuttavia è certo che si tratta di un'alterazione dell’antica lingua italiana e nulla abbia a che fare con l'acqua, ma che apparentemente fosse più legata alla natura gentile dei suoi abitanti. Dolceacqua è anche uno dei primi borghi che si incontrano quando si lascia la costa e ci si dirige verso le montagne nell'entroterra, è davvero un bel borgo con le sue tipiche case liguri strette sotto il castello e il suo pittoresco ponte sul fiume Nervia.

E' vero che spesso quando parliamo di castelli pensiamo ai fantasmi e la Liguria di Ponente è un po' come la Scozia, piena di rovine, fantasmi e misteri. A Dolceacqua il nostro fantasma è una donna, Lucrezia, chiamata anche 'La dama bianca', per il vestito che portava. La storia narra che nel 1300 ci fu un terribile e tirannico conte del Castello dei Doria che introdusse la legge dello "ius primae noctis", "diritto della prima notte" che si riferisce ad un presunto diritto legale in epoca medievale che legittimava i signori feudali ad avere rapporti sessuali con delle donne durante la loro prima notte di nozze. Lucrezia, donna innamorata di un uomo di nome Basso, non volle passare la sua prima notte di nozze con il malvagio conte così, i due decisero di sposarsi in segreto. Tuttavia, a causa dei rumori della festa, le guardie li trovarono e la portarono al castello. Lucrezia si rifiutò di dormire con il conte e resistette con ogni mezzo, cercò persino di suicidarsi saltando fuori dalla finestra della camera da letto e il sovrano, per la rabbia, la rinchiuse nelle prigioni del castello pensando che avrebbe presto cambiato idea. Ma non fu così, Lucrezia era una donna davvero forte e si lasciò morire di fame. Mentre tutto il paese stava piangendo la sua morte, Basso furioso, una notte, nascosto nel castello si diresse nella camera da letto del conte, gli puntò un coltello alla gola e lo costrinse a scrivere una nuova legge in cui abolì il "diritto della prima notte". Il giorno dopo tutto il villaggio fu diviso tra la tristezza per la morte di Lucrezia e la felicità per la nuova legge che dava più libertà alle donne. Per questo motivo esse decisero di creare un dolce in onore di Lucrezia per ricordarla e ringraziarla per sempre; il suo sacrificio infatti permise alle donne di non essere più succubi del volere degli uomini.

Il famoso dolce si chiama Michetta, una deliziosa brioche che ha la forma di un rotolo di pasta dolce. Dolceacqua è l'unico paese dove si può trovare il dessert ed è ancora ben conosciuto anche nei dintorni del villaggio. La particolarità di questo dolce è rinchiusa nel suo nome, perché le donne decisero di chiamarla Michetta? Perché in dialetto il nome michetta si riferisce ad una precisa parte del corpo femminile. La storia narra che le donne del paese, quel giorno del 16 agosto 1300, decisero di modellare il dolce il più possibile simile ad una vagina femminile, mentre cantavano "Omi, au, a michetta a damu a chi vuremu nui" (dialetto ligure) che significa: "Uomini, ora la nostra Michetta, la diamo a chi vogliamo". Quindi, suppongo che non abbiate bisogno di una spiegazione ulteriore circa il significato di michetta nel dialetto di Dolceaqua e possiate capire bene il motivo della sua grande popolarità.

Da quel giorno, il 16 agosto è la festa della Michetta, evento durante il quale per le strette strade di Dolceacqua, si può gustare un buon bicchiere di Rossese, il vino rosso di produzione locale, e gustare lo speciale dessert.

Ma, anche se la storia si conclude qui con un lieto fine, è anche qui che inizia il mistero. A quanto pare si narra che, da quel giorno del 1300, il fantasma di Lucrezia sia libero di girovagare nel castello e che si possa sentire il suo canto durante la notte. Mia sorella mi ha detto che, durante una notte dell'anno scorso, è salita al castello con alcuni amici, i quali sapevano come entrare dal retro. Si divisero in due gruppi, uno rimase fuori dalle mura e l'altro entrò; e dopo aver camminato per un po’ di tempo tra le rovine con i suoi amici, proprio quando stavano per uscire, sentirono qualcuno cantare; mi ha detto che pensò subito che qualcuno gli stesse facendo uno scherzo così gridò a gran voce "Chi c'è? Non è divertente" e improvvisamente la voce si fermò e un forte urlo risuonò all'interno delle rovine del castello. Erano così spaventati che scapparono immediatamente e si fermarono solo dall'altra parte delle mura, quando si ricongiunsero agli altri ragazzi, che, pazientemente in attesa, non avevano sentito nulla. L'ultima volta che ero con lei, le chiesi di tornare con me al castello di notte, perché ero anche io curiosa di fare una visita notturna, ma da quella notte si rifiuta di avvicinarsi....

Dolceacqua Village
Dolceacqua Village
18035 Dolceacqua, Province of Imperia, Italy

Lo scrittore

Lucia Gaggero

Lucia Gaggero

Mi chiamo Lucia, sono una fotografa italiana che ama raccontare e condividere storie, avventure, leggende e il grande Nord.

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